Il porticciolo
una storica borgata marinara di Catania
un luogo di identità e appartenenza per pescatori e residenti
San Giovanni Li Cuti è una storica borgata marinara di Catania, nata tra i “cutilisci”, grandi ciottoli di pietra lavica levigati dal mare, da cui prende il nome. La leggenda vuole che un pescatore trovò una statua di San Giovanni Battista tra queste pietre, evento che segnò la nascita del culto e del nome del luogo. Per secoli abitato da pescatori, il borgo si è sviluppato conservando un forte legame con il mare, la pesca e le tradizioni popolari. Nel tempo, San Giovanni Li Cuti ha saputo resistere all’edilizia selvaggia, mantenendo le sue caratteristiche originali. Il porto, nato come insenatura naturale, è stato progressivamente trasformato per offrire riparo stabile alle imbarcazioni, oggi prevalentemente in legno e a remi. A partire dagli anni ’90, è cominciato lo sfruttamento turistico della borgata, con l’apertura di ristoranti e la creazione della “spiaggetta nera” artificiale. Tuttavia, San Giovanni Li Cuti resta prima di tutto un luogo di identità e appartenenza per pescatori e residenti.
Il porto
Il porto, nato come insenatura naturale, è stato progressivamente trasformato per offrire riparo stabile alle imbarcazioni, oggi prevalentemente in legno e a remi. A partire dagli anni novanta, è cominciato lo sfruttamento turistico della borgata, con l’apertura di ristoranti e la creazione della “spiaggetta nera” artificiale. Tuttavia, San Giovanni Li Cuti resta prima di tutto un luogo di identità e appartenenza per pescatori e residenti.


L’associazione dei pescatori
Nel 2006 è stata fondata l’Associazione Pesca e Mare San Giovanni Li Cuti – ONLUS, composta da pescatori e residenti con l’obiettivo di tutelare e valorizzare la cultura locale. Attualmente conta circa 40 iscrittx che praticano la piccola pesca tradizionale e si impegnano in numerose attività per la comunità: la festa della Madonnina di Ognina, la pulizia dei fondali, la raccolta fondi per beneficienza, oltre all’organizzazione degli eventi religiosi e popolari più sentiti, come la festa di San Giovanni Battista. L’associazione è nata anche per iniziativa di residenti che, già prima della sua costituzione ufficiale, si erano occupatx a proprie spese della bonifica del porto e della tutela del patrimonio comune. È oggi un punto di riferimento imprescindibile per chi vive quotidianamente il mare e desidera conservarne l’anima e la memoria.
La festa u pisci a mari
Una delle tradizioni più sentite è la festa del 24 giugno, in onore di San Giovanni Battista. Al centro delle celebrazioni vi è il rituale del “pisci a mari”, una pantomima popolare che inscena la lotta di un pescatore con un grosso pesce, il quale riesce a sfuggire al pescatore al termine della pantomima. Il rituale funge da buon auspicio per l’annata di pesca e porta alla borgata il racconto di ciò che accade al largo. Questo evento ha un forte valore identitario per la comunità, che vi partecipa attivamente e lo tramanda di generazione in generazione.


Una borgata in cui resistere
San Giovanni Li Cuti rischia un processo di gentrificazione che rischia di snaturare la sua identità storica e marginalizzare lx suox abitanti originarx.
Il borgo conserva una vitalità autentica fatta di relazioni, memoria e cura del territorio: accoglie ogni giorno chiunque vuole accedere al mare al di là delle logiche di accumulazione e esclusività. Bagnanti da ogni parte della città e background sociale, sanno che San Giovanni Li Cuti farà posto per loro. La sua unicità sta in questo: nel saper essere, ancora oggi, un luogo dove le tradizioni vivono nella quotidianità, dove il mare non è solo paesaggio, ma lavoro, cultura e comunità.



